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Tutela della Privacy Milano

Tutela della Privacy Milano: Lo Studio Felice  ha acquisito una vasta esperienza nel settore della applicazione del Decreto Legislativo 30 Giugno 2003, n. 196 Codice in materia di tutela dei dati personali (c.d. “Codice della privacy”), recepimento delle Direttive 95/46/CE e 2002/58/CE e successive modifiche ed integrazioni. I servizi di assistenza legale specialistica forniti dallo Studio in questo settore spaziano dall’attività di “audit” e revisione delle politiche aziendali, con la finalità di rendere i trattamenti di dati personali conformi alle disposizioni del Codice della Privacy e dei Provvedimenti generali dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, all’assistenza nella stesura degli atti e della “modulistica privacy” (anche per siti Internet) richiesta dal Codice della privacy (ad es. informative agli interessati, formule di acquisizione del consenso, atti di nomina di responsabili e/o incaricati del trattamento, documenti contenenti la “privacy policy” per siti web, atti di nomina del rappresentante in Italia del Titolare del trattamento extra UE).

Per tutela della privacy s’intende il diritto alla riservatezza della propria vita privata e, quindi, il diritto al controllo sui propri dati personali.

La privacy ha fatto irruzione nella nostra vita quotidiana e in tutti i nostri rapporti professionali e personali con una intensità imprevedibile.
Esisteva infatti un codice della privacy del 2003, che conteneva tutte le disposizioni raccomandabili per la protezione dei dati, e su quello si erano misurate e confrontate tutte le condotte possibili, sicché il rispetto della normativa non aveva suscitato particolari disagi, né aveva determinato specifici cambiamenti. Oggi, invece, improvvisamente
ci accorgiamo che una nuova regolamentazione è intervenuta (il Regolamento europeo 679/2016, direttamente applicabile agli Stati membri a far tempo della data di entrata in vigore dello stesso, il 25
maggio 2018), e questo Regolamento (che ci abitueremo a conoscere attraverso l’acronimo GDPR, General Data Protection Regulation), ha cambiato la prospettiva per le numerose disposizioni introdotte e gli altrettanti numerosi specifici adempimenti previsti.
Il Regolamento infatti non indica più le misure minime da attuare, ma impone anche all’avvocato la responsabilità (
accountability) di definire le misure più adeguate tra tutte quelle possibili, e di garantire poi la
conformità al Regolamento ( compliance) dei trattamenti eseguiti, e tutto ciò con lo scopo di assicurare la protezione delle persone fisiche nel trattamento dei dati, specialmente di quelli sensibili.
Protezione in questo caso equivale a privacy , che è il rispetto etico dovuto verso gli altri, ed è un sentimento incombente, che agisce di per sé, per il solo fatto che esista un rapporto tra soggetti, e ancor più quando per l’utilizzazione dei dati sia necessario un espresso consenso.
È un territorio senza limiti che impone doveri di vigilanza, controllo, informazione e protezione nei confronti di una serie innumerevole di soggetti, con i quali si costituisce un rapporto (i dipendenti, gli iscritti agli albi, i praticanti iscritti ai registri, i fornitori, i giudici, gli incolpati dei procedimenti disciplinari, i candidati agli esami di avvocato, e così
via). Nell’ambito di questa enorme platea, devono essere eseguite una serie di attività e così, ad esempio, dopo la necessaria mappatura dei rischi con la relativa valutazione.
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